20.2.20

Happy

Dovrei imparare a stare sola proprio in questi momenti in cui mi sento piacevolmente insensibile, in cui il cielo è più o meno sereno.
Spesso, quando è così, mi strappano il sorriso dal volto. Nei miei "attimi di dimenticanza" che fanno la mia tranquillità apparente e temporanea, mi ritengono fastidiosa e irritante al punto da pensare che sia non opportuno, ma dovuto costringermi a ricordare che devo essere triste, che sono nella merda più completa.

E questa è cattiveria. Un po', anche, invidia. Non capiscono come qualche timido raggio di sole mi colpisca ancora nonostante tanto nero. Mentre loro sono costantemente cupi per la pioggia. 
Questa è l'idea che mi sono fatta personalmente.

E penso che la felicità non sia solo una conseguenza alle circostanze, ma anche una attitudine naturale. Se io avessi avuto una vita normale, non ci sarebbe limite alla gioia che proverei.
E so che vorrebbero anche loro.

19.2.20

Eternit

Ricordare il mai avvenuto
sviscerare il mai esistito
versar lacrime per qualcosa che non ha nuociuto
trincerarsi in una fortezza per difendersi da un nemico che non verrà
chiacchierare con un morto,
passare una vita intera a desiderare che venga quello da cui poi si fuggirà,
provare rancore per le cose che si desiderano,
farsi del male per poter fare del bene,
costringersi a non far soffrire ad altri di quello di cui si ha sofferto;

Dato che sento su di me tutto il male del mondo, anche quel male che esiste e nega di essere mai esistito, per ferire di più, vorrei rinnegare la mia natura umana per costringermi a non giudicare in nessun caso, ad amare quello da cui dovrei fuggire, a capire quel che si rifiuta di capirmi e mi manda, anzi, alla gogna o al patibolo senza troppe chiacchiere o pensieri. 
Spesso offro me stessa come una cosa inutile alla vita, che ha la presunzione di essere però la più utile, perché voglio più donare che ricevere, più essere utile a qualcuno che far sì che gli altri mi siano utili, voglio essere per gli altri quello che nessuno al mondo è o sarà mai per me. 

Voglio incarnare un eterno concetto.
E per farlo non trovo altra soluzione che donare, e perdonare, tutto quanto.


18.2.20

Una cosa stupida

Non so mai niente, solo che sei viva
Perché non ci vediamo un giorno se ti va?
E mi racconti, se vuoi parliamo d'altro
Qualunque cosa, anche una cosa stupida


Inamabilità: è una corazza per smettere di amare.
Per proteggere te dalla mia incapacità d'amare.

C'è stato un tempo in cui tutto era vivo. Ricordo di avere avuto qualcosa di vagamente apprezzabile, per chi non sapesse nulla di me. Oggi è morta perché non mi illudessi più. 
La nostalgia colpisce ancora col suo pungiglione avvelenato. 

E mi preoccupo. Più per la vergogna dei miei famigliari, più per la loro pena, di cui mi faccio carico di tutta la colpa, che per il dolore d'essere così.

16.2.20































Cupcake alla banana

Una bontà così indifesa da peccare d'ingenuità, una purezza di cuore tanto incorrotta da avvicinarsi a malapena all'immaginario, e senza dubbio una sincerità negli intenti così disinteressata da doversi solo ricercare negli animi più candidi, come quelli dei cagnolini o dei bambini. A coronare tutto questo, senza dubbio è un idiota e ha per amici chi?, degli idioti, convinti tutti di avere a che fare con un'idiota più idiota di loro. Come se avessi più sangue da buttare per il loro intrattenimento, divertimento e diletto. Mi dolerà deluderli, veramente.

Chiodi e legno

La morte e l'abbandono me li portavo addosso come una seconda pelle, sin dal primo giorno della mia vita. Sapevo sin dal principio che vivere significava questo.
Escogitai pertanto un piano: sarei stata morta, e sola, dall'inizio alla fine.

14.2.20

Tutte le persone del mondo non valgono la pena

Ho sacrificato tutta la mia voglia di amare e ho perso interesse per l'essere amati, nessuno è veramente interessante e in questo microcosmo alienato di anaffettività ed esilio del desiderio mi consolo acquattandomi all'ombra dei miei sogni morti.